Laboratorio Estemporaneo: “PENSIERO LATERALE” a Casarano Fotografia

Sei mai stato ad un evento fotografico e fotografato tutt’altro?

È accaduto durante Casarano Fotografia 2017 ad un gruppo di fotoamatori incontratisi per caso, ognuno con visioni e personalità artistiche differenti, ognuno con conoscenze e competenze eterogenee. Il gruppo del laboratorio estemporaneo, improvvisato e progettato al momento, ha lavorato sull’idea di “Pensiero Laterale”, da cui ne prende il titolo. Il termine coniato dallo psicologo maltese Edward de Bono, intende una modalità di risoluzione di problemi logici grazie ad un approccio particolare, ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni con la ricerca di soluzioni creative.

Il gruppo, guidato da Eleonora de Gaetani, ha riflettuto a lungo su cosa far emergere dal rumore di fondo, tessuto storico – culturale e ambientale che circonda la manifestazione, la sostiene e la condiziona inconsapevolmente.  Di conseguenza ha voluto portare e coinvolgere  nell’evento luoghi e persone implicate inconsapevolmente, che non hanno nulla a che vedere con la fotografia e che non hanno ruoli di spicco, ma certamente sociali.

L’apertura domenicale del supermercato di Daniela Ciurlia, le immagini provenienti dalla festa di quartiere di Daniele Mele ci conducono lontano da Piazza Garibaldi, nella routine e nella tradizione di un paese del sud. Così come la fotografia di strada di Danea Urso  e gli anziani di Patricia Casarano ci raccontano spazio e tempo delle abitudini paesane. Gloria Casto, invece. ci mostra un paesaggio che difficilmente si lascia svelare, strettamente connotativo dell’identità collettiva. Ernesto Nuzzo ci conduce ai margini, in una zona della periferia in cui persistono simboli popolari. Adriano Nicoletti ci mostra i “Soldati di un’idea” , luoghi e reduci degli anni calcistici d’oro legati a doppia mandata dall’industria Filograna, oramai mondo fatiscente. Ancora più lontano ci portano Mattia Marzola con uno spaccato sulla zona industriale , un tempo fulcro di Casarano. La zona 167 viene raccontata attraverso le finestre di Alessandra Schirinzi, la zona della stazione, nucleo di passaggi, è messa in evidenza da Chiara Orlando.E infine  simboli e indici linguistici come le scritte sui muri di Gioia Volpe e i Murales di Luca Polo.

Ogni mini racconto si incastra con gli altri andando a costruire un puzzle, senza la presunzione di dover mettere insieme tutti i pezzi per dare un quadro unico e puntuale della realtà Casaranese. L’obiettivo è piuttosto iniziare a porre lo sguardo su ciò che appare distante e marginale,ma comunque a pochi passi dal centro e a pochi anni di storia. Aprire un varco e quindi un possibile percorso di lavoro che possa conciliare fotografia e osservazione critica, punti di vista differenti e soluzioni creative.

Eleonora de Gaetani